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Vito Lopez

1897-1917

Vito Lopez
28 dicembre 2025 alle ore 18:18:57
28 dicembre 2025 alle ore 18:35:49

Vito Lopez (1897–1917)
Soldato del 47° Reggimento di Fanteria (https://domenicolopes7.wixsite.com/storie-di-naviganti/post/47-reggimento-di-fanteria-ferrara)
Caduto nel Bosco Faito
Vito Lopez nacque a Palermo l’8 settembre 1897 da Andrea Lopez e Francesca Paola Frantino.
Il suo ramo familiare presenta una particolarità interessante: a partire dal padre, il cognome viene trascritto come “Lopez”, mentre nelle generazioni precedenti – almeno fino alla metà del Settecento – compare costantemente nella forma “Lopes”.
La genealogia, come spesso accade, rivela intrecci inattesi: la nonna di Vito risulta essere anche prozia di mia moglie, un dettaglio che testimonia quanto le storie familiari possano incrociarsi in modi sorprendenti.
La chiamata alle armi
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Vito – assegnato alla classe 1899 – viene arruolato nel 47° Reggimento di Fanteria, assegnato alla IV Compagnia.
Come migliaia di giovani siciliani, lascia la sua terra per raggiungere il fronte dell’Altopiano dei Sette Comuni, uno dei settori più duri dell’intero conflitto.
La morte nel Bosco Faito (25 maggio 1917)
Vito perde la vita il 25 maggio 1917 nel Bosco Faito, durante una delle fasi più violente della guerra di posizione sull’Altopiano.
La causa del decesso è attribuita a colpi di artiglieria, arma che in quel settore mieté un numero altissimo di vittime, spesso senza possibilità di riparo.
La Battaglia del Bosco Faito
Il Bosco Faito si trova nei pressi di Asiago, in un’area strategica dell’Altopiano dei Sette Comuni. Tra il 1916 e il 1917 fu teatro di scontri continui tra le truppe italiane e austro-ungariche.
Perché era un punto cruciale
• controllava l’accesso verso Asiago e la linea difensiva italiana;
• offriva copertura naturale per movimenti di fanteria;
• era un nodo tattico nelle operazioni successive alla Strafexpedition del 1916.
La situazione nel maggio 1917
Nel periodo in cui Vito trovò la morte:
• il fronte era stabilizzato ma estremamente attivo;
• l’artiglieria austro-ungarica colpiva quotidianamente le posizioni italiane;
• le trincee del 47° Fanteria erano esposte e spesso prive di adeguati ripari;
• i combattimenti erano caratterizzati da bombardamenti improvvisi e devastanti.
Molti soldati caddero senza che fosse in corso un vero assalto: bastava un colpo ben assestato per trasformare un tratto di trincea in un cratere.
È in questo contesto che Vito Lopez perse la vita, come tanti giovani della sua generazione.
La storia di Vito Lopez è quella di un giovane palermitano come tanti, strappato alla sua terra e alla sua famiglia per una guerra che travolse un’intera generazione.
Ricordarlo significa restituire dignità a una vita breve ma non dimenticata, e inserire il suo sacrificio nel quadro più ampio della storia del 47° Reggimento di Fanteria e delle battaglie dell’Altopiano.

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